skinny love
Mi leggevi lo hobbit tutte le sere, la mano sinistra appoggiata al mio piede finché non mi addormentavo. Non so dire quando ho smesso di essere tua figlia e hai iniziato ad essere mio padre: crescere è, per me, complicare la comunicazione -nei casi peggiori, quando si cresce in fretta, annullarla.
Ho accumulato molte cose, in gola: racconti di gite che ho mancato di dirti, regali che non ho avuto il tempo di farti vedere, scelte che non ho saputo spiegarti -assomiglia molto ad una digestione finita male, avere tutte queste parole che si ripresentano in un riflusso di insofferenza cadenzato. Viverti come un’occasione persa, riconoscere nel mio viso il disegno della tua bocca e il riflesso dorato dei tuoi capelli: vorrei sentirti arrivare oltre il dna che mi dichiara parte di te, oltre la storia di un’intera famiglia disegnata in un cognome.
Eppure rimani la mia paura di invecchiare, la tristezza del nostro trio spesso silenzioso, i tuoi occhi patinati di una sofferenza che capisco, ma che non so affrontare. Ho scelto di relegarti al rumore dei tuoi passi che si fermano proprio oltre la soglia di camera mia -mancando tutte le volte il coraggio di entrare-: forse abbiamo sbagliato i tempi. Io sono cresciuta troppo in fretta e tu hai continuato a cercarmi dove non avrei potuto rimanere.
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oldhabitsdiehard said:
che belle parole! :) commovente
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ogniossohailsuocane posted this